28 Ago 2019

LE MIE CICLADI [PARTE PRIMA]

Le Cicladi sono la meta che ho scelto per la mia vacanza breve dell’estate…e dico “breve” non perché le Cicladi non meritino di più, anzi! “breve” perché credo possano essere la meta ideale per chi non ha tanto tempo a disposizione ma si vuole concedere il mare azzurro e cristallino dell’Egeo.

Fattore Tempo e Fattore Gente

Le isole che ho scelto per il mio breve soggiorno sono state: Santorini, Folegandros e Sikinos e mi dispiace, non mi tratterrò a lungo su Santorini che ho trovato rispetto a qualche anno fa cambiata, presa d’assalto e snaturata. A guidare la scelta delle isole sono stati il fattore tempo e il fattore gente. Mi spiego meglio: del fattore tempo ho già detto in parte, avevo a disposizione solo 8 giorni e volevo che fosse una vacanza da godere concentrandosi su poche cose viste e vissute bene. E proprio per evitare di “sprecare” parte del mio tempo per trasferirmi da un posto all’altro ho scelto isole possibilmente vicine tra loro e per le quali non fosse necessario passare tanto tempo in traghetto (per quanto la navigazione tra le onde del mare, facendosi spettinare i capelli dal vento, magari al tramonto sia un’esperienza che vi suggerisco di fare). Il fattore gente è invece per me il fattore che prendo in considerazione quando voglio evitare di trovarmi a dividere i pochi cm quadrati a mia disposizione con migliaia di persone.

Folegandros a primo impatto!

Sono arrivata a Folegandros di sera, al buio (dopo una traversata in mare tra tramonto e crepuscolo) e ad accogliermi sono state le lucine delle case e dei ristoranti del piccolo porto. Avevo prenotato uno studios (niente di più di un appartamento a completa disposizione degli ospiti, dotato di una camera da letto, un bagno privato e un angolo cottura con cucina attrezzata per prepararsi da mangiare in autonomia) a pochi metri dal porto ma appena fuori dal cono di luce della banchina mi sono ritrovata nel buio di una stradina che il mio navigatore mi indicava come il punto di arrivo. La mia prima reazione da milanese imbruttita è stata: che cavolo qui non hanno nemmeno la luce che indichi l’ingresso! Mi sono subito pentita di questo pensiero: avevo scelto quest’isola anche perché la descrivevano come tra le più autentiche! Non ho più pensato alla sensazione di smarrimento provocata dal buio anzi più mi sono ritrovata in situazioni di isolamento più ho apprezzato l’isola!

Le spiagge di Folegandros

Ho soggiornato nei pressi del porto e prima di tutto mi preme dire che quando parlo di porto faccio riferimento a una banchina di poche decine di metri, a un traffico ridotto a qualche approdo giornaliero di traghetti turistici e piccole barche di privati: nel porto a Folegandros si fa il bagno e si gode di acqua cristallina meglio che in altre spiagge rinomate nostrane!

A pochi passi dal porto ci sono piccole spiagge (Latinaki e Livadi beach) che ho raggiunto con pochi minuti di camminata (dal porto costeggiare il lato sinistro dell’isola seguendo la litoranea) nel picco della giornata in spiaggia saremo stati in non più di 10 persone, coppie, genitori con al seguito i bambini, una piccola comunità di bagnanti discreti con i quali ci si scambiava un cordiale buongiorno e qualche sorriso di cortesia. La dimensione ideale di spiaggia per me.

Il secondo giorno di permanenza sull’isola ho deciso di fare una passeggiata più impegnativa (solo se considero la lunghezza e il caldo, in ogni caso non vi avventurate in ciabatte, l’ultimo tratto di sentiero è segnato tra le rocce ed è meglio avere almeno delle scarpe da ginnastica ai piedi) fino a Katergo: qui ho lasciato un pezzo di cuore e nonostante siano passate solo poche settimane dal mio rientro ne parlo con nostalgia! Ad indicare l’inizio del sentiero sulla strada asfaltata (circa una ventina di minuti a piedi dal porto, rigorosamente a piedi) è un’insegna ottenuta con filo di ferro con una freccia che punta verso la campagna. Il sentiero è percorribile solo a piedi e attraversa campi incolti e pascoli dove all’ombra di qualche fico solitario piccoli greggi di capre tentano di brucare la terra brulla, costeggia muretti a secco e pali della luce in legno…un paesaggio che a tratti sembrerebbe spettrale e stregato: qui però sotto il sole cocente che ha imbrunito la terra e la poca vegetazione la sensazione è che i fantasmi siano evaporati! Dopo un bel tratto in cui si alterano tratti in piano o in dolce, dolcissima salita si arriva in cima alla costa e l’azzurro del mare a qualche decina di metri sotto acceca e ti farebbe prendere la rincorsa per tentare un super tuffo. Si scende per il tratto ripido che tra rocce porta alla spiaggia, da lontano scelgo il mio angolo: lì rimarrò per una giornata intera a godermi la mia spiaggia solitaria.

Qualche curiosità: a Katergo è possibile arrivarci attraverso il mare, dal porto un taxiboat fa la spola recapitando e caricando a ogni suo viaggio viandanti in costume e cappello di paglia! Non conosco gli orari della navetta e vi consiglio di chiedere informazioni al porto: gli orari dei bus e dei taxiboat variano e vengono aggiornati con il gessetto sulla lavagna! Se per qualche ragione avete scordato il costume: no panic! La spiaggia è meta degli amanti dell’abbronzatura integrale! La spiaggia non è attrezzata e non ci sono ripari naturali: se non avete una buona resistenza al caldo e al sole vi consiglio di portare con voi un piccolo ombrellone per ripararvi la testa, portate il cappello e tanta crema solare!

A leggere in rete sembra che la spiaggia più bella di Folegandros sia Agios Nikolai, dal lato opposto dell’isola rispetto a dove soggiorno. Per raggiungerla non posso affidarmi ai piedi, prendo il bus che dal porto conduce alla Chora da qui prendo un altro bus. Ma prima di salire con voi sul bus mi fermo per raccontarvi di questo bus se siete abituati a comodi mezzi pubblici dotati di aria condizionata e dal design moderno scordate tutto e fate un salto agli anni ottanta, alle corriere che dai paesi di provincia conducevano nei capoluoghi. A colpirmi non è stato sicuramente solo l’aria demodè di questi bus ma la diligenza con le quali l’autista bordo e l’operatore a terra, due uomini vicini ai sessanta anni, svolgevano al meglio le loro mansioni preoccupandosi di aprire con dovuto anticipo i finestrini, fissare le tendine, riassettare i sedili, far accomodare i passeggeri. Il bus conduce fino alla spiaggia di Agali, una piccola insenatura di sabbia chiara dove si può scegliere di fare un bagno prima di intraprendere una passeggiata breve lungo un sentiero che costeggiando la scogliera vi condurrà alla più nota spiaggia. Decido infatti di fermarmi a fare un tuffo mentre quasi tutti gli altri passeggeri si affrettano a raggiungere la barca che, in alternativa al sentiero, conduce a Agios Nikolai.

Io senza pensarci decido di prendere il sentiero e ancora una volta sono soddisfatta della mia scelta: dalla scogliera si gode di una vista privilegiata sulla spiaggia che mi lascio alle spalle e su quella che inizio a scorgere da lontano. Per accedere alla spiaggia si passa nell’ultimissimo tratto nella terrazza di un ristorante dove si può scegliere di pranzare o cenare al suono delle onde, Agios Nikolai non è attrezzata ma lo stesso ristorante al livello del mare ha un piccolo bar che serve bevande fresche e tutto intorno piccoli alberi offrono riparo per quanti non tollerano troppe ore sotto al sole. Sarà che sono ancora stregata dal fascino di Katergo ma non riterrei questa la spiaggia più bella per quanto ospitale e graziosa.

La Chora

Il fascino di Folegandros è tutto rinchiuso nel suo cuore: la Chora! Il piccolo villaggio ti accoglie tra le sue strette vie lastricate, casupole candide e finestre azzurre. Passeggiare per la Chora ti proietta in una cartolina, una di quelle tante cartoline delle Cicladi che ritraggono spazi che sembrano senza tempo. Dalla stazione del bus si imbocca la via principale che prima conduce a una piazza con balcone sul mare: sporgendosi si percepisce l’altezza del villaggio e la spuma delle onde contro la scogliera, a qualche centinaio di metri più in basso, sembra zucchero. Seguendo la stradina si entra nel vivo del villaggio dove le piazze ospitano grandi alberi e alla loro ombra i tavolini colorati dei ristoranti e delle taverne intorno offrono il meglio della cucina greca. Dalla piazza si diramano stretti vicoli dove perdersi è d’obbligo richiamati dal fascino dei negozietti che espongono piccoli gioielli di artigianato locale, dal bianco accecante della calce dei muri o dalla placida tenerezza dei mici allungati sulle soglie di casa. L’atmosfera della Chora è quella della festa di una grande famiglia che si riunisce nel giardino di casa, apparecchia la tavola e in compagnia di buon cibo e buon vino si lascia andare alla spensieratezza, alle risate, all’allegria dello stare insieme.

Sfogliate la galleria delle foto e se avete curiosità su dove soggiornare, come muoversi, dove e cosa mangiare…non vi resta che chiedere e sarò felice di darvi qualche dritta, nel frattempo tenete le antenne dritte perché presto vi porterò nell’altra isola delle mie Cicladi.

Letto 1201 volte Ultima modifica il Lunedì, 21 Ottobre 2019 11:17
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