24 Lug 2020

HOME SWEET HOME

Home sweet home

Come se di casa ne esistesse solo una.
E invece no...di case ne ho cambiate tantissime, e ho iniziato sin da piccola.

Nata e cresciuta a Veglie, in Salento, fino all'età di otto anni. Poi il trasferimento a Malta. La prima casa la ricordo ancora. Piccola e al primo piano era una sistemazione provvisoria. Dopo qualche mese ci trasferimmo in quella che fu la nostra casa per quattro anni. Molto più ampia, al terzo piano e con balcone vista mare. Il profumo del mare entrava dalle finestre. Il blu intenso e la scogliera liscia color miele riempivano gli occhi di bellezza.

Poi tornammo a Veglie...passarono gli anni. Arrivò il tempo dell'università del trasferimento a Perugia. Un anno e mezzo di convivenza con Sara e Roberta due coinquiline calabresi che vado a trovare tutte le volte che sono di passaggio da Gioia Tauro o Policoro.

Settembre 2009 partii per l'Erasmus, sei mesi a Lisbona. Partii senza sapere dove andare. Avevo prenotato solo tre notti in un ostello e in quei tre giorni avrei dovuto cercare e trovare casa. Ne trovai una lontana dal centro della città, a due passi dall'università. Era una soluzione che poteva andare bene pur di non rimanere a lungo in ostello. Ma...sapevo già che prima o poi ne avrei trovata un'altra. E così fu...dopo meno di un mese mi trasferii in una casa a Campo Pequeno. Sembrava la casa del grande fratello. Eravamo dieci persone e vivevamo tutte sotto lo stesso tetto. Ognuno aveva la propria camera, ma condividevamo il salotto, i bagni, ma più di tutto condividevamo la cucina...non solo in termini di spazio fisico, anche e soprattutto in termini di scambio culturale e culinario. Sette italiani provenienti da sette regioni differenti, una ragazza spagnola, una francese, un ragazzo uruguaiano. Sono stati mesi pieni di esperienze e crescita personale.

Poi la laurea, qualche mese vissuto a Mestre, il rientro in Salento.

Dicembre 2018 la partenza per il Congo. La casa messa a disposizione dall'azienda con tutti i comfort. Ero in Africa, ma in casa c'era tutto.

Gennaio 2020 ho brindato al nuovo anno consapevole che in pochi giorni avrei dovuto affrontare un trasloco importante. Avevo deciso di rimanere a Pointe-Noire pur non avendo più l'appartamento a disposizione. I mesi tra Novembre e Dicembre sono stati difficili. Trovare casa non è stato semplice. Ore ed ore di appuntamenti, ricerche, sopralluoghi.

Il primo Febbraio 2020 ero nella nuova casa. Un trasloco durato venti giorni tra mille difficoltà. I traslochi sono un momento complesso ovunque, ma in Africa ancora di più. Ogni giorno dopo il lavoro e per tre fine settimana consecutivi non ho avuto tregua. Quando Maria Rosa mi disse "Ti devo far conoscere due persone speciali", aveva ragione! L'ho capito con il tempo, l'ho capito in quei giorni. Mehdi e Valentino non mi hanno lasciata un solo attimo da sola. Saltavamo il pranzo, ma la sera c'era sempre qualcosa di buono che Benny aveva preparato per noi.

Della mia seconda casa in Congo amavo la cucina. Al mattino aprivo la finestra e potevo vedere l'alba. Il sole saliva a vista d'occhio e in pochi minuti infuocava il cielo.

Della mia seconda casa in Congo non sopportavo l'assenza dell'energia elettrica. C'erano giorni in cui restavo senza energia elettrica per cinque/sei ore consecutive. Poi tornava per due/tre ore e poi di nuovo il buio. Non avere l'energia elettrica significa non avere l'acqua che scorre dal rubinetto, significa ridurre al minimo l'apertura e chiusura del frigorifero, significa non poter avere scorte di cibo nel congelatore. Non avere l'energia elettrica vuol dire non poter accendere il PC, la TV, ricaricare il cellulare. Non avere internet. Non avere l'energia elettrica significa rimanere con i panni bloccati nella lavatrice per ore. Non avere l'energia elettrica significa non poter accendere l'aria condizionata, in un paese dove ci sono temperature altissime e un tasso di umidità del 98%, oltre alle zanzare (portatrici di malaria). Non avere l'energia elettrica ti fa apprezzare le comodità del nord del mondo. Quando con un semplice click accendiamo e spegniamo tutto ogni volta che ne abbiamo la necessità.

Aprile 2020 il Covid-19 ha stravolto un mondo intero ed io non mi sono potuta sottrarre ad un cambiamento che mai avrei voluto.

Sono rientrata in Italia ed oggi mi ritrovo a far rivivere la casa dei miei nonni. Il giardino, la cucina, la camera da letto. Sembra ieri quando da bambina venivo a giocare qui. Sembra ieri quando mio nonno, in tempo d'estate schiacciava le mandorle fresche appena raccolte. Sembra ieri quando mia nonna profumava l'aria con la frittura delle melanzane o delle patatine. Erano gli anni dell'infanzia e della spensieratezza. Erano gli anni in cui si credeva alle favole.

Ma la vita è un'altra cosa...

Letto 771 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Luglio 2020 23:09
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Un giorno Alice arrivò al bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero. “Che strada devo prendere?” chiese. La risposta fu una domanda: “Dove vuoi andare?”

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